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La placenta accreta, oggi indicata con il termine PAS (Placenta Accreta Spectrum), è una condizione rara ma in aumento che richiede percorsi assistenziali dedicati. In molte strutture complesse si è sviluppato un approccio integrato che mette insieme ginecologi, anestesisti, radiologi e altri professionisti sanitari per ridurre i rischi materni e preservare la fertilità quando possibile.
In questo articolo descriviamo le tappe principali della diagnosi, i fattori di rischio, le opzioni terapeutiche e i risultati clinici raccolti in un centro ad alto volume come il Policlinico di Milano, dove l esperienza multidisciplinare ha dato risultati significativi.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi di PAS si basa principalmente sull ecografia ostetrica con criteri ben definiti; la risonanza magnetica viene riservata a casi selezionati per chiarire l estensione dell invasione.
Tra i segni ecografici più utili si annoverano la perdita della normale zona chiara tra placenta e miometrio, l assottigliamento del miometrio sotto 1 mm, la presenza di lacune placentari, l ipervascolarizzazione subplacentare e i cosiddetti bridging vessels. Questi elementi, valutati insieme al quadro clinico, consentono di identificare le gravidanze a rischio e di pianificare un percorso assistenziale dedicato.
Segni ecografici e ruolo della risonanza
In pratica, l osservazione di più segni ecografici sospetti aumenta la probabilità di PAS e stimola un percorso diagnostico multidisciplinare.
La risonanza magnetica è utile per mappare l invasione nei casi in cui l ecografia non sia dirimente o quando si sospetta coinvolgimento di organi adiacenti come la vescica. L identificazione precoce permette di programmare tempi e modalità dell intervento e di attivare supporti specialistici fondamentali, riducendo l imprevedibilità intraoperatoria.
Fattori di rischio e impatto delle gravidanze precedenti
Tra i principali fattori di rischio per le PAS figurano i precedenti tagli cesarei, interventi chirurgici uterini, l età materna avanzata e la procreazione medicalmente assistita. Particolarmente rilevante è la cosiddetta scar pregnancy, cioè l impianto della placenta sulla cicatrice di un cesareo pregresso: questa situazione aumenta notevolmente la probabilità di evolvere in placenta previa complicata da PAS. Comprendere questi fattori aiuta a indirizzare le pazienti verso centri specializzati e a pianificare un monitoraggio ecografico mirato.
Scar pregnancy: perché fa la differenza
Quando l impianto avviene su una cicatrice uterina la placenta trova tessuto connettivo e cicatriziale che facilita l invasione mioometriale. Questa presentazione è spesso alla base delle forme più severe di PAS e, in molti casi, conduce alla necessità di un intervento demolitivo come l isterectomia peri-partum. La prevenzione e la diagnosi tempestiva sono quindi determinanti per ridurre mortalità e morbilità.
Percorso terapeutico al Policlinico di Milano
Nel modello organizzativo descritto, la paziente con PAS confermata o altamente sospetta viene generalmente ricoverata intorno alla 32 settimana per completare la maturazione polmonare fetale e definire il timing dell intervento. Il cesareo programmato avviene intorno alla 35 settimana in accordo con le Linee guida internazionali, su protocolli chirurgici e anestesiologici standardizzati. Il team include specialisti di chirurgia ostetrica, anestesia, urologia e radiologia interventistica, oltre a personale di sala dedicato per gestire le eventuali emergenze emorragiche.
Strategie operative e conservazione dell utero
Le tecniche chirurgiche prevedono incisioni che offrano spazio operativo adeguato e consentano manovre complesse, con attenzione anche all esito estetico. A seconda dell estensione dell invasione e del desiderio riproduttivo, il trattamento può essere conservativo o demolitivo. Nei protocolli conservativi si tenta la resezione della placenta lasciando l utero e attuando un follow up strettissimo, mentre nei casi demolitivi si procede all asportazione in blocco di utero e placenta.
Rischi materni, tecniche emostatiche e risultati clinici
Il rischio più rilevante associato alla PAS è l emorragia massiva, che può raggiungere flussi di 300 600 ml al minuto a causa dei circoli collaterali placentari. Per questo la collaborazione con la radiologia interventistica è fondamentale: tecniche come l embolizzazione dei vasi o l uso di palloncini intravascolari consentono di limitare la perdita ematica e la necessità di trasfusioni massicce. In Italia circa il 70% dei casi con diagnosi istologica di PAS finisce con isterectomia, ma percorsi dedicati possono aumentare le chance di conservazione.
Dati di attività e impatto del modello multidisciplinare
Dal 2026 il Policlinico di Milano ha gestito 353 casi di placenta previa, 53 dei quali complicati da PAS, corrispondenti allo 0,17% delle gravidanze, dato coerente con la letteratura. In 19 casi, pari al 32%, è stata eseguita isterectomia peri-partum, di cui 7 in urgenza; in 34 casi, il 58%, si è adottato un approccio conservativo con preservazione dell utero. Il centro registra morbilità ridotta, bassi tassi di trasfusioni massicce e mortalità materna nulla, risultati ottenuti anche grazie al supporto psicologico offerto alle pazienti e alle loro famiglie.
Specialisti come Giuseppe Perugino, membro di IS-PAS dal 2026, e Anna Maria Ierardi, esperta di radiologia interventistica, sono parte integrante del percorso che ha ridotto i tassi di isterectomia e di ricovero in terapia intensiva. L esperienza dimostra che una strategia pianificata, condivisa e multidisciplinare migliora gli esiti clinici e offre alle donne opzioni terapeutiche più ampie e sicure.
