Manovra 2026: prudenza, assunzioni e rilancio della previdenza complementare

La manovra mantiene molte misure già in vigore, introduce esoneri contributivi per il 2026 e avvia l'adesione automatica alla previdenza complementare a partire dal 1° luglio 2026

In un contesto segnato da vincoli di bilancio e volatilità geopolitica la legge 30 dicembre 2026, n. 199 si caratterizza per un’impostazione di continuità e prudenza nelle politiche del lavoro e della previdenza. La manovra evita riforme strutturali radicali, preferendo il rifinanziamento selettivo di strumenti esistenti e correttivi mirati, spesso temporanei, per contenere l’impatto fiscale e tutelare la sostenibilità finanziaria del sistema.

Gran parte delle risorse disponibili è stata orientata verso la rimodulazione del carico fiscale, ma il pacchetto dedicato a lavoro e previdenza concentra gli interventi su tre direttrici: incentivi all’occupazione, gestione degli ammortizzatori sociali e rafforzamento della previdenza complementare. Questo articolo sintetizza le novità operative senza approfondire i profili strettamente fiscali.

Incentivi all’assunzione per il 2026

La manovra introduce, per il solo anno 2026, un regime di esonero contributivo (co.

153-155, art. 1) rivolto prioritariamente a tre platee: i giovani senza precedenti rapporti a tempo indeterminato, le lavoratrici svantaggiate e le assunzioni nelle unità produttive collocate nella ZES unica del Mezzogiorno. La misura agisce sulla riduzione del costo del lavoro per il datore di lavoro e non attraverso la detassazione del reddito, confermando l’uso della leva contributiva come strumento occupazionale. L’agevolazione è temporanea e subordinata a condizioni di legittimità come la regolarità contributiva (DURC), l’assenza di violazioni in materia di lavoro e sicurezza e l’incremento occupazionale netto.

Ammortizzatori sociali e fondi di intervento

La struttura degli ammortizzatori resta invariata nella sua architettura di fondo, ma la legge prevede proroghe e rifinanziamenti per interventi straordinari e in deroga. Il Fondo sociale per occupazione e formazione continua a finanziare una serie di misure, tra cui lo stanziamento di 100 milioni di euro per il 2026 destinati a trattamenti di integrazione salariale straordinaria e alla mobilità in deroga nelle aree industriali in crisi. Sono confermate anche misure di alleggerimento contributivo per le imprese autorizzate alla CIGS in contesti di crisi, per attenuare l’onere derivante dal ricorso agli strumenti di integrazione salariale e favorire il completamento dei piani di recupero occupazionale.

Assegno di inclusione e NASpI: aggiustamenti pratici

Sul fronte del sostegno al reddito la manovra modifica la disciplina dell’Assegno di inclusione (ADI) eliminando la sospensione obbligatoria di un mese tra fruizioni consecutive: l’ADI può essere riconosciuto fino a diciotto mesi e rinnovato per ulteriori dodici mesi senza interruzioni, con la prima mensilità del rinnovo corrisposta al 50% dell’importo. Per la NASpI cambia la liquidazione anticipata in caso di avvio di attività autonoma o imprenditoriale: l’erogazione non avviene più in un’unica soluzione ma in due tranche (70% e 30%), misura pensata per ridurre usi impropri e legare l’erogazione alla concreta prosecuzione dell’attività avviata.

Pensioni: proroghe e riattivazione parziale dei meccanismi

In ambito pensionistico la legge proroga per il 2026 l’APe Sociale (art. 1, co. 162-163), confermando la natura selettiva e sperimentale di questo canale di uscita anticipata per categorie vulnerabili. Sul fronte dei requisiti di accesso, viene riavviato il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita, ma in forma attenuata: l’adeguamento non produce effetti per il 2026 e per il periodo successivo è calibrato con un incremento di un mese a decorrere dal 2027 e di ulteriori due mesi dal 2028. Questa soluzione bilancia la necessità di sostenibilità di lungo periodo con l’esigenza di evitare scatti bruschi sui requisiti pensionistici.

Previdenza complementare e Fondo di Tesoreria

Tra le principali innovazioni strutturali figura l’intervento sulla previdenza complementare (co. 201-205): dalla logica del silenzio-assenso si passa a un modello di adesione automatica per i lavoratori di prima assunzione nel settore privato (salvo esclusioni esplicite come i lavoratori domestici), con entrata in vigore prevista dal 1° luglio 2026 per consentire alla COVIP e agli operatori di adeguare regole e informatizzazione. Aumenta la quota massima liquidabile in capitale dal 50% al 60% e viene introdotta l’opzione della rendita a durata definita, ossia una prestazione erogata per un periodo predeterminato calcolato sulle tavole di mortalità ISTAT. Infine, la disciplina del Fondo di Tesoreria INPS subisce una rimodulazione della soglia dimensionale: requisito verificato annualmente sulla media del precedente anno, fissato a 60 dipendenti per il biennio 2026-2027, riportato a 50 per il periodo 2028-2031 e ridotto a 40 a regime dal 2032.

Nel complesso la legge di bilancio 2026 privilegia la stabilità normativa e l’allocazione prudente delle risorse, introducendo interventi mirati che tendono a stimolare l’occupazione nel breve periodo e a promuovere forme di welfare integrativo nel medio termine, pur mantenendo un’attenzione stringente alla sostenibilità della spesa pubblica.

Scritto da Elena Parisi

Attività con il set del dentista per lo sviluppo del linguaggio e delle abilità sociali