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28 Settembre 2026

Fondo per l’interruzione volontaria di gravidanza: chi può chiedere aiuto

Medici del Mondo avvia un fondo per garantire l’aborto sicuro a chi trova ostacoli economici e burocratici.

Fondo per l’interruzione volontaria di gravidanza: chi può chiedere aiuto

Il 28 settembre, in occasione della Giornata Internazionale per l’Aborto Sicuro, Medici del Mondo ha annunciato la nascita di un fondo dedicato a sostenere le donne che, per motivi economici o amministrativi, non riescono a beneficiare dell’interruzione volontaria di gravidanza prevista dalla legge 194. L’iniziativa nasce dal constatato aumento delle difficoltà di accesso, nonostante il diritto sia riconosciuto a tutti i cittadini.

Eva Pinna, coordinatrice medica di Medici del Mondo Italia, ha sottolineato come le barriere si manifestino sotto forme diverse: dalla perdita della residenza, alla tessera sanitaria scaduta, fino alle difficoltà linguistiche per chi è straniero. Il diritto all’aborto, sancito dalla legge, diventa così un privilegio per chi dispone di risorse adeguate lasciando indietro le persone più vulnerabili.

Il fondo di Medici del Mondo: modalità di intervento

Il Fondo per l’accesso all’aborto prevede un sostegno finanziario diretto per le spese legate al trasporto, alle visite mediche e ai farmaci necessari per l’interruzione. Per le pazienti non italiane, il programma comprende anche l’iscrizione volontaria al Servizio Sanitario Nazionale, così da rendere disponibili tutti i trattamenti previsti ai cittadini italiani. Il fondo è gestito in stretta collaborazione con le associazioni locali, garantendo un percorso di orientamento personalizzato che parte dalla fase informativa fino al momento della procedura.

Le barriere che ancora bloccano l’accesso all’aborto in Italia

Le testimonianze raccolte dagli operatori evidenziano un quadro complesso: donne che non possono accedere per una residenza assente per una tessera sanitaria scaduta o per l’assenza di un interprete che traduca le informazioni mediche. Il caso di Irina, una giovane ucraina giunta in Italia dopo aver attraversato la Polonia, ne è un esempio emblematico: nonostante avesse trovato un servizio medico disposto a praticare l’interruzione, l’assenza di una registrazione al SSN le ha impedito di ricevere il trattamento gratuito.

Ostacoli economici e burocratici concreti

Le spese legate a un’interruzione volontaria di gravidanza possono superare i mille euro, includendo costi di viaggio, ricovero o farmaci. Quando il sostegno economico manca, molte donne si trovano costrette a scegliere tra una procedura clandestina e il rinvio del trattamento, con evidenti rischi per la salute. Inoltre, la burocrazia spesso richiede documenti di identità, certificati di residenza e referti medici, tutti requisiti difficili da ottenere per chi vive in situazione precaria.

Come richiedere il sostegno: percorso di orientamento

Chi desidera usufruire del fondo può attivare la procedura contattando il numero verde indicato sul sito di Medici del Mondo o recandosi presso uno dei centri di ascolto affiliati. Dopo una prima valutazione, viene assegnato un operatore locale che accompagna la donna nella raccolta dei documenti necessari, organizza il trasporto verso la struttura sanitaria e, se necessario, facilita l’iscrizione al SSN. Il processo è pensato per essere rapido una volta confermata la situazione di vulnerabilità, il supporto finanziario viene erogato entro pochi giorni.

L’obiettivo finale del fondo è trasformare un diritto teorico in una realtà quotidiana eliminando le barriere che ancora separano molte donne dall’accesso a cure sicure e legali. Medici del Mondo continua a monitorare l’efficacia dell’iniziativa e a raccogliere storie reali per migliorare costantemente il servizio, sperando di estendere presto il modello anche ad altre regioni d’Italia.

Autore

Roberto Capelli

Roberto Capelli di Milano annotò i dati di una mensa aziendale durante un’indagine sul pasto lavorativo; quella visione epidemiologica modellò la sua linea editoriale, orientata a scelte alimentari misurate. In redazione difende chiarezza scientifica e conserva ricette leggere annotate a mano.