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Negli ultimi anni si osserva un aumento preoccupante dei disturbi del comportamento alimentare tra adolescenti e giovani adulti, in particolare nella fascia tra i 15 e i 24 anni. Le manifestazioni possono andare dall’ossessione per un peso estremo fino a episodi di alimentazione incontrollata; entrambe le vie comportano rischi seri per la salute fisica e mentale.
È importante ricordare che, dopo gli incidenti stradali, questi disturbi sono segnalati come la seconda causa di morte nei giovani adulti, un dato che richiede attenzione senza banalizzazioni.
Spesso il fenomeno viene ridotto a una questione estetica o di moda, una semplificazione che non rende giustizia alla complessità clinica. I dca compromettono non solo il corpo ma anche le relazioni e la qualità della vita, lasciando famiglie e operatori sanitari davanti a un senso di impotenza.
Comprendere i meccanismi psicologici e i comportamenti correlati è il primo passo per intervenire in modo efficace e tempestivo.
Che cosa comprendono i disturbi e come si presentano
I disturbi legati all’alimentazione comprendono condizioni diverse: anoressia nervosa, bulimia nervosa, binge eating disorder (conosciuto anche come alimentazione incontrollata), le condotte di eliminazione come il vomito autoindotto e l’uso di lassativi o diuretici, oltre alla sindrome da alimentazione notturna. Nonostante le differenze diagnostiche, molte di queste patologie condividono i cosiddetti meccanismi di mantenimento: una valutazione eccessiva del peso e della forma corporea, insieme al controllo rigido dell’assunzione di cibo, che alimentano un circolo vizioso difficile da rompere.
Rilevare queste dinamiche è fondamentale per la diagnosi e la scelta terapeutica.
Segnali di rischio e comportamenti tipici
I segnali di allarme includono cambiamenti nelle abitudini alimentari, isolamento sociale, calo ponderale rapido o oscillazioni importanti di peso, oltre a pratiche compensatorie come l’esercizio fisico compulsivo. Psicologicamente, si osservano perfezionismo, rigida autovalutazione legata al corpo e difficoltà nella regolazione emotiva. Le famiglie spesso descrivono sentimenti di smarrimento e impotenza; per gli operatori si tratta di una sfida clinica complessa che richiede approcci specialistici e multidisciplinari.
La CBT‑E: un modello transdiagnostico per il trattamento
La CBT‑E (Cognitive Behavioral Therapy – enhanced) è una forma di terapia cognitivo‑comportamentale di tipo transdiagnostico, ideata negli anni Ottanta da un gruppo di ricerca dell’Università di Oxford sotto la guida dello psichiatra Christopher G. Fairburn. Il modello parte dall’osservazione che molte forme di dca condividono dinamiche di mantenimento comuni e propone strategie mirate a modificare le convinzioni legate al peso e ai comportamenti alimentari. La CBT‑E è pensata per essere adattabile a diverse categorie diagnostiche, rendendola particolarmente utile negli adolescenti e nei giovani adulti.
Modalità di applicazione ed efficacia
La terapia si basa su procedure collaborative tra terapeuta e paziente: definizione degli obiettivi, monitoraggio dei pasti e delle emozioni, ristrutturazione dei pensieri disfunzionali e sviluppo di abilità di regolazione emotiva. Le sedute possono essere svolte in presenza o a distanza, con protocolli adattati per la modalità online. Le linee guida internazionali, tra cui il Nice (National Institute for Health and Care Excellence), raccomandano la CBT‑E; studi clinici ne attestano l’efficacia nel favorire la remissione completa e nel ridurre il rischio di ricadute.
Il libro che guida il percorso: autori e strumenti pratici
Il volume “Superare i disturbi dell’alimentazione. Percorso CBT‑E per adolescenti e giovani adulti” di Riccardo Dalle Grave e Simona Calugi offre una guida operativa per chi lavora con giovani affetti da dca, per le famiglie e per gli studenti in formazione. Gli autori, entrambi attivi nella Casa di cura “Villa Garda” di Verona, portano esperienza clinica e di ricerca: Dalle Grave dirige il Dipartimento di disturbi dell’alimentazione e del peso, mentre Calugi è direttrice della ricerca clinica e presidente dell’Associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso (Aidap). Il testo presenta esempi clinici, tabelle esplicative e un glossario terminologico utile per orientarsi tra i concetti tecnici.
Il volume è disponibile in libreria dal 27 marzo e in bibliografia appare come: Edizioni Centro Studi Erickson, Trento, 2026, pp. 416, euro 18,50. Si rivolge a un pubblico ampio: clinici, educatori, famiglie e giovani che cercano strumenti concreti per riconoscere i sintomi e impostare un percorso terapeutico fondato su evidenze. Comprendere e intervenire precocemente può fare la differenza nell’esito a lungo termine.