Come integrare sostenibilità e generazione per trasformare le imprese

La sostenibilità è un business case che connette generazione, strategia e operazioni: un manuale pratico per manager e board

Le aziende stanno ripensando la sostenibilità: non più una voce di costo o una vetrina di immagine, ma una leva concreta che crea valore economico e riduce l’esposizione ai rischi. Questo cambiamento riguarda imprese in Italia e oltre confine e si traduce in effetti pratici: catene di fornitura più resilienti, nuove fonti di ricavo e decisioni sul capitale più informate.

Dal piano strategico a quello operativo
Per ottenere risultati reali servono misure e strumenti, non solo buone intenzioni. Misurare le emissioni su scope 1, 2 e 3, integrare valutazioni LCA (life cycle assessment) e progettare prodotti secondo i principi del circular design — pensati per il riuso e la riparabilità — sono passi concreti. L’approccio proposto qui è pragmatico: niente dogmi, solo azioni replicabili e misurabili.

Chiara Ferrari, ex sustainability manager in Unilever e oggi consulente ESG per multinazionali, racconta trend, opportunità economiche e una roadmap pratica con esempi applicabili alle imprese.

Trend emergenti
Le aziende più avanzate hanno ormai capito che la sostenibilità impatta direttamente sul conto economico e sul valore del capitale. Investitori, clienti e autorità chiedono dati solidi e confrontabili: la disclosure sta diventando più standardizzata e orientata alla comparabilità. Così si sta passando da iniziative isolate a KPI operativi — per esempio l’intensità di carbonio per unità di prodotto, la riduzione degli scarti o indicatori legati al circular design — che guidano decisioni quotidiane, non solo i report aziendali.

La supply chain gioca un ruolo chiave: spesso è lì che si concentra la quota maggiore dello scope 3. Intervenire su procurement, logistica e design dei prodotti riduce emissioni e costi, oltre a rafforzare la resilienza operativa. La digitalizzazione e LCA semplificato permettono di mappare gli impatti lungo la filiera, individuando interventi con alto ritorno economico e ambientale. Inoltre, la diffusione di materiali rigenerativi e processi meno energivori apre spazio a nuovi mercati per fornitori specializzati.

Modelli di business in evoluzione
La transizione crea anche opportunità commerciali: servizi di rigenerazione, ricavi ricorrenti legati a prodotti rigenerati e incentivi per la circular economy stanno trasformando le proposte sul mercato. Integrando standard come SASB o i principi dell’Ellen MacArthur Foundation nei processi di innovazione, le aziende migliorano efficienza operativa e reputazione, facilitando l’accesso al capitale per chi dimostra riduzioni misurabili delle emissioni.

Opportunità economiche concrete
Ridurre consumi energetici e migliorare l’efficienza dei processi genera saving immediati. La riprogettazione per la riparabilità e il riciclo apre canali di fatturato nuovi: take-back, rigenerazione, upcycling diventano componenti della value proposition. Misurare gli impatti con LCA e collegarli a indicatori finanziari trasforma questi interventi in segnali chiari per investitori e stakeholder, migliorando la valutazione aziendale sul medio termine.

Dal punto di vista finanziario, strumenti come green bond, prestiti indicizzati a KPI ESG o condizioni preferenziali per fornitori certificati riducono il costo del capitale per chi mostra performance verificabili. L’adozione di framework riconosciuti (GRI, SASB) aiuta a limitare il rischio di greenwashing e aumenta la trasparenza verso il mercato.

Come mettere in pratica la trasformazione
Secondo Chiara Ferrari, serve una governance chiara e dati affidabili. La sequenza efficace è semplice ma rigorosa: definire obiettivi misurabili, collegarli a indicatori economici e assegnare responsabilità precise. Poi integrare la reportistica (GRI/SASB) e coinvolgere terze parti per la verifica.

Operativamente, tre azioni prioritarie:
– Rivedere i contratti con i fornitori introducendo incentivi legati a criteri di sostenibilità certificati.
– Strutturare strumenti di finanziamento verde con banche e investitori istituzionali per ottenere condizioni migliori.
– Comunicare con trasparenza risultati e metodi di misurazione, costruendo fiducia nel mercato.

Dal piano strategico a quello operativo
Per ottenere risultati reali servono misure e strumenti, non solo buone intenzioni. Misurare le emissioni su scope 1, 2 e 3, integrare valutazioni LCA (life cycle assessment) e progettare prodotti secondo i principi del circular design — pensati per il riuso e la riparabilità — sono passi concreti. L’approccio proposto qui è pragmatico: niente dogmi, solo azioni replicabili e misurabili.0

Dal piano strategico a quello operativo
Per ottenere risultati reali servono misure e strumenti, non solo buone intenzioni. Misurare le emissioni su scope 1, 2 e 3, integrare valutazioni LCA (life cycle assessment) e progettare prodotti secondo i principi del circular design — pensati per il riuso e la riparabilità — sono passi concreti. L’approccio proposto qui è pragmatico: niente dogmi, solo azioni replicabili e misurabili.1

Dal piano strategico a quello operativo
Per ottenere risultati reali servono misure e strumenti, non solo buone intenzioni. Misurare le emissioni su scope 1, 2 e 3, integrare valutazioni LCA (life cycle assessment) e progettare prodotti secondo i principi del circular design — pensati per il riuso e la riparabilità — sono passi concreti. L’approccio proposto qui è pragmatico: niente dogmi, solo azioni replicabili e misurabili.2

Dal piano strategico a quello operativo
Per ottenere risultati reali servono misure e strumenti, non solo buone intenzioni. Misurare le emissioni su scope 1, 2 e 3, integrare valutazioni LCA (life cycle assessment) e progettare prodotti secondo i principi del circular design — pensati per il riuso e la riparabilità — sono passi concreti. L’approccio proposto qui è pragmatico: niente dogmi, solo azioni replicabili e misurabili.3

Dal piano strategico a quello operativo
Per ottenere risultati reali servono misure e strumenti, non solo buone intenzioni. Misurare le emissioni su scope 1, 2 e 3, integrare valutazioni LCA (life cycle assessment) e progettare prodotti secondo i principi del circular design — pensati per il riuso e la riparabilità — sono passi concreti. L’approccio proposto qui è pragmatico: niente dogmi, solo azioni replicabili e misurabili.4

Scritto da AiAdhubMedia

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