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22 Luglio 2026

Come affrontare le escursioni in montagna e il problema degli ometti di pietra

Scopri come pianificare escursioni sicure in montagna e il fenomeno degli ometti di pietra che sta cambiando il paesaggio montano

Come affrontare le escursioni in montagna e il problema degli ometti di pietra

La montagna rappresenta un ambiente di libertà e bellezza, ma richiede anche una grande responsabilità. Ogni escursione deve essere pianificata con attenzione, tenendo conto delle condizioni meteorologiche, delle proprie capacità e dei possibili cambiamenti improvvisi.

Due recenti episodi sulle Tre Cime di Lavaredo e sul Gran Sasso hanno evidenziato l’importanza della prevenzione e della pianificazione. Un alpinista è rimasto bloccato sulla Cima Ovest a causa di difficoltà nella progressione, mentre cinque escursionisti sul Gran Sasso sono stati sorpresi da un temporale estivo. Entrambi gli episodi sottolineano come la sicurezza in montagna inizi prima della partenza.

L’importanza della pianificazione e della prevenzione

Pianificare un itinerario significa valutare ogni aspetto dell’uscita in base alle condizioni ambientali, alle difficoltà del percorso e alla preparazione propria e del gruppo. Saper rinunciare o modificare il programma non è un fallimento, ma una scelta di consapevolezza.

Il Club Alpino Italiano (CAI) e il Soccorso Alpino ricordano che in caso di difficoltà reali o potenzialmente pericolose, non bisogna esitare a chiamare il Numero Unico di Emergenza 112. La richiesta di aiuto deve essere tempestiva, chiara e dettagliata. È fondamentale restare reperibili, non spostarsi se non indicato dagli operatori e seguire le istruzioni ricevute.

L’app GeoResQ può essere molto utile per inviare una richiesta di soccorso geolocalizzata e registrare la propria traccia durante l’escursione. Questo strumento può agevolare significativamente il lavoro del Soccorso Alpino, riducendo i tempi di intervento.

Il ruolo del CAI e delle assicurazioni

Il CAI è impegnato da oltre 160 anni nella realizzazione di progetti di educazione, formazione e accompagnamento alla frequentazione consapevole della montagna. La tessera CAI non è solo un segno di appartenenza, ma permette di accedere a un patrimonio diffuso di competenze, corsi, attività sezionali, informazione e cultura della prevenzione.

L’iscrizione al CAI comprende specifiche coperture assicurative, incluse coperture relative agli infortuni, alla responsabilità civile e alle spese inerenti il soccorso in ambiente impervio. La copertura ‘Soccorso alpino Soci’ è compresa nella quota associativa annuale e rappresenta una tutela specifica in caso di interventi di ricerca, salvataggio e recupero in ambiente montano.

Il Presidente Generale del CAI, Antonio Montani, sottolinea che ‘frequentare la montagna significa assumersi una responsabilità verso se stessi, verso gli altri e verso l’ambiente’. La prevenzione non limita la libertà, la rende possibile.

Il fenomeno degli ometti di pietra

Gli ometti di pietra sono stati per millenni tra i più diffusi e importanti segnavia in montagna. Tuttavia, negli ultimi anni, la loro diffusione è diventata un problema. Molti vengono costruiti per divertimento o per rendere più evocativa una fotografia da pubblicare sui social, alterando l’ambiente e creando confusione lungo i percorsi.

In alcuni sentieri si trovano ormai decine di ometti concentrati in pochi metri quadrati, rendendo difficile distinguere quelli che indicano davvero il percorso da quelli costruiti senza alcuna funzione. Questo fenomeno rientra tra gli effetti del sovraturismo montano.

Il biologo e ranger del parco naturale Karwendel, Sebastian Pilloni, avverte che spostare le pietre può danneggiare l’ecosistema sensibile dell’alta montagna. Julia Seeber dell’università di Innsbruck spiega che spostare i sassi fa sparire l’habitat e questo per molto tempo, influenzando il microclima.

Il club alpino austriaco Öav punta sulla sensibilizzazione per frenare il boom degli ometti di pietra. Il vicepresidente Markus Welzl afferma che chi costruisce questi cumuli di pietre non agisce in malafede, ma probabilmente non sa che danneggia la natura. L’unica strada resta quella dell’informazione e sensibilizzazione.

Autore

Camilla Pellegrini

Camilla Pellegrini, genovese e già infermiera, racconta ancora la notte trascorsa nel pronto soccorso di Sampierdarena quando decise di tradurre esperienza clinica in contenuti divulgativi. In redazione sostiene un approccio rigoroso e porta con sé cartoline e appunti di turni reali.