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14 Giugno 2026

Calendario degli esami in gravidanza: cosa fare e quando programmarli

Panoramica chiara dei controlli in gravidanza: esami di laboratorio per trimestre, screening prenatale, ecografie morfologiche e monitoraggi cardiotocografici per accompagnare la futura mamma lungo tutto il percorso.

Calendario degli esami in gravidanza: cosa fare e quando programmarli

Affrontare la gravidanza con informazioni chiare sulle indagini previste aiuta a ridurre l’ansia e a garantire un follow-up appropriato. In questo testo trovi una sintesi organizzata delle principali tappe diagnostiche e dei controlli clinici, con l’indicazione delle finestre temporali in cui è consigliabile eseguire ogni esame. L’obiettivo è offrire una mappa pratica, accessibile sia alle pazienti che ai professionisti, che riunisca esami di laboratorio, indagini strumentali e appuntamenti ostetrici.

Esami di laboratorio del primo trimestre: fino alla 13° settimana

Entro la 13° settimana gestazionale è solitamente richiesto un pannello ematochimico completo. Tra gli esami di base figurano emocromoricerca di emoglobine anomaledeterminazione di gruppo sanguigno e fattore Rh e test di Coombs indiretto. Vengono inoltre valutati glicemiaparametri epatici come GOT e GPTesame delle urine con eventuale urinocolturae screening per infezioni materne: HIVHBV (se indicato), HCVrubeo la e toxoplasmosi con ricerca di IgG e IgM. Quando indicato si esegue anche il PAP test e test per infezioni a trasmissione sessuale come Chlamydia o Gonococco. Questi esami forniscono una base per il monitoraggio successivo e permettono di identificare fattori di rischio precoci.

Screening prenatale e indagini invasive nel I trimestre (11°–13° settimana)

Tra la 11° e la 13° settimana si possono programmare il test combinato (misura della translucenza nucale associata a esami ematici) e il test del DNA fetale per lo screening delle aneuploidie. In caso di necessità diagnostica invasiva, la villocentesi è prenotabile in questo intervallo temporale (11°–12° settimana), mentre l’amniocentesi è riservata a settimane successive (15°–17°). Queste procedure devono essere discusse con il team ostetrico valutando rischi e benefici specifici per ogni coppia.

Secondo trimestre: esami e ecografia morfologica (14°–27° settimana)

Nel secondo trimestre il profilo laboratoristico viene aggiornato in più momenti. Tra la 14° e la 18° settimana si rivede la glicemia con OGTT a 75 g solo se ci sono fattori di rischio e si ripetono gli screening per rubeo la e toxoplasmosi. La ecografia morfologicaprogrammata idealmente tra la 19° e la 21° settimanavaluta la conformazione fetale e la presenza di malformazioni evidenziabili in questa finestra; l’ecografia di crescita e struttura viene poi ripetuta più avanti (32°–34° settimana) per monitorare lo sviluppo. Tra la 24° e la 27° settimana è frequente ripetere l’OGTT in presenza di nuovi fattori di rischio, oltre al controllo delle urine e alla ricerca di eventuali infezioni.

Terzo trimestre: ematologia, infezioni e monitoraggi (28° settimana in poi)

Dal terzo trimestre in poi la sorveglianza si intensifica. Tra la 28° e la 32° settimana è indicato ripetere l’emocromoil test di Coombs indiretto per tutte le donne (indipendentemente dal fattore Rh) e il controllo per toxoplasmosi. L’ecografia ostetrica in questa fase valuta posizione della placenta, quantità di liquido amniotico e parametri di crescita. Se si osserva una diminuzione del volume corpuscolare viene dosata la ferritinemia. Nelle settimane successive (33°–37°) si aggiornano gli screening per infezioni, si eseguono tamponi per lo streptococco beta-emolitico di gruppo A (SBEa) intorno alla 36°–37° settimana e si confermano gli esami delle urine e le urinocolture.

Monitoraggio a termine e dopo il termine

Oltre la 41° settimana il percorso prevede monitoraggi più serrati, comprese ripetute valutazioni con CTG (cardiotocografia) per valutare il benessere fetale. A termine e nelle prime 40 giorni dopo il parto è programmata la visita post-partumcon particolare attenzione alla valutazione del pavimento pelvico e al recupero materno complessivo.

Visite ostetriche periodiche e ritmo dei controlli

Durante la gravidanza le visite ostetriche avvengono con cadenza mediamente di una ogni 30–40 giorni, salvo necessità cliniche diverse. In ciascun incontro il medico valuta il benessere materno-fetale attraverso l’analisi degli esami ematochimici, l’esame obiettivo ostetrico e il supporto strumentale dell’ecografia, quando indicata. L’obiettivo delle visite è controllare la posizione placentare, la motilità e la frequenza cardiaca fetale, oltre a individuare eventuali segnali che richiedano approfondimenti o modifiche del piano assistenziale.

Autore

Emanuele Galli

Emanuele Galli, partenopeo, ricorda un incontro a Capodichino con volontari sanitari che lo spinse a spiegare procedure complesse in modo semplice. In redazione adotta tono creativo e diretto, porta reportage clinici e un quaderno con disegni esplicativi per pazienti.